Alessandro, lo pseudo scrittore meno conosciuto della storia

Buongiorno a tutti. Mi chiamo Alessandro, ho diciassette anni e momentaneamente sto studiando ragioneria presso un istituto tecnico commerciale di Bergamo. Mi piace poter studiare l’economia e conoscere le leggi del diritto, ma la mia vera passione è la scrittura. Io amo scrivere e lo faccio in continuazione. Cosa scrivo? Dipende… principalmente racconti, ogni tanto qualche poesia (ma quelle non mi vengono molto bene! Devo ancora migliorare.). Anche se, da ormai cinque mesi, ho incominciato la stesura di un romanzo. Ho tentato diverse volte di scrivere un libro, ma per il momento ho collezionato solamente una lunga serie di buchi nell’acqua. Ma questa mi sembra la volta buona, le idee non mi mancano e sono già ad un buon punto. Mi sento ottimista, speriamo bene! Intanto preferisco non anticipare niente a nessuno riguardo il romanzo, cerco di stare con i piedi per terra non facendomi illusioni.

Da quanto tempo scrivo? Da tanto, veramente tanto. Precisamente avevo otto anni quando ho impugnato per la prima volta la penna con l’intenzione di scrivere qualcosa. Una sera vidi un film che narrava la storia di uno scrittore di libri gialli e ne rimasi meravigliato. Il giorno dopo mi svegliai con una sola idea in testa: “Scrivere un libro giallo!”. E così incominciò l’avventura: mi misi di fronte alla tastiera dell’elaboratore e, pieno d’entusiasmo, iniziai a fare quello che poi sarebbe diventato una delle mie più grandi passioni. Al tempo ero lentissimo a scrivere e premevo un tasto al minuto, con il dito indice, alla costante ricerca dell’ubicazione delle lettere. Capii subito che la professione dello scrittore è a dir poco complicata, ma che può regalar anche parecchie soddisfazioni. Quel libro che incominciai a otto anni? Ci ho lavorato per molto tempo e ne è uscito un breve racconto che forse non riuscirò mai a finire veramente. La mia prima esperienza, il mio primo mondo fantastico, i miei primi personaggi… ogni tanto lo rileggo, lo arricchisco aggiungendo qualcosa o correggendo qualche refuso e mi lascio abbandonare ai ricordi che vedono un piccolo Alessandro alle prese con una stravaganza molto più grande dei suoi occhi colmi di entusiasmo.

Finché poi, un giorno, iniziai a scrivere “Una storia istantanea”. Era un caldo pomeriggio del giugno del 2015 e in quel periodo ero alle prese con l’esame di terza media. Che cosa è “Una storia istantanea”? Boh, sinceramente non lo so neanche io. L’ho finito un anno più tardi e per molto tempo l’ho considerato il mio “primo libro” e ne andavo fiero. Poi mi sono reso conto che era un’oscenità assurda e così ho deciso di scrivere “Una storia singolare” (notare la fantasia che avevo al tempo nella scelta dei titoli), che è decisamente molto meglio rispetto al primo, ma comunque molto distante dall’essere definito un componimento accettabile. Due libri… o meglio, due pseudo libri.

Poi dopo ho iniziato a scrivere racconti. Ho incominciato a fare pratica e ad affinare la tecnica, senza più avere la mira di pubblicare un libro di successo. Mi sono concentrato sulla scrittura in sé, definendo pian piano il mio stile che mai finirò di perfezionare. Insomma… ho solo diciassette anni, ho ancora molta strada da percorrere di fronte a me! Il racconto che preferisco l’ho scritto il maggio scorso, dopo un sogno. Appena svegliato, mi sono catapultato al mio portatile e, ancora in pigiama e con i capelli che sparavano da tutte le parti, ho incominciato a battere furiosamente le dita sulla tastiera, preso da un’euforica urgenza espressiva. L’ho finito in meno di due ore e l’ho fatto leggere a mia madre, che da sempre è la critica d’eccellenza del mio pattume letterario, nonché prima lettrice. Ma quella volta, anziché affossarmi con decine di commenti non eccessivamente positivi, venne da me con gli occhi lucidi ringraziandomi per avere scritto quel racconto. Si era emozionata, non era mai successo. E devo dire che, anche io, mentre lo scrivevo, mi sentivo emotivamente partecipe. Riuscire a scalfire i sentimenti di una persona mi ha infuso un forte senso di ottimismo e fiducia in me stesso, lì ho veramente capito che voglio scrivere per tutta la vita. Poi quel racconto l’ho inviato, circa due mesi fa, a “Campiello Giovani” della Confindustria del Veneto, un concorso letterario aperto a tutti i giovani italiani che scrivono. Aspetto notizie… chissà se qualcuno della giuria noterà la mia storia! Speriamo, ci tengo veramente tanto. Nel frattempo, aspetto.

Cosa voglio fare da grande? Beh… sicuramente un lavoro che abbia a che fare con la scrittura. Diciamo che il mio sogno sarebbe proprio quello di diventare uno scrittore autonomo, riuscendo in qualche modo a vivere con la mia “arte”, se così posso presumere di chiamarla. Nutro anche un profondo interesse nei confronti del giornalismo. La professione del giornalista mi ha sempre destato interesse e curiosità, la trovo un’attività assolutamente affascinante. Già alle scuole medie, quando il professore di lettere chiedeva “Chi vuole scrivere questo articolo per il giornalino?”, io ero sempre il primo (e spesso anche l’unico) che alzava la mano. E anche in questi anni di superiori ho collaborato più volte con il giornale degli studenti, in modo particolare l’anno scorso quando, oltreché scrivere articoli e fare interviste, curavo anche l’impaginazione grafica. Quest’anno, invece, ho deciso di staccarmi un po’ dal giornale scolastico perché mi impegnava troppo e ho deciso di impiegare il mio tempo libero ad una scrittura più libera e meno impostata. Sono anche fondatore, unico azionista, amministratore e direttore di un giornale! Si chiama “Mondo d’Oggi” ed è un vero e proprio periodico che pubblico personalmente e che, generalmente, distribuisco tra i miei parenti. Nulla di serio, non lo troverete mai nelle edicole! Ma per per me è importante, ogni tanti scrivo qualche articolo, qualche riflessione… è divertente, mi fa sentire un vero giornalista! Chissà, magari un giorno il “Mondo d’Oggi” potrà diventare un vero quotidiano… ma non montiamoci la testa!

Ops, ho scritto anche troppo oggi! Forse è meglio finirla qui, non so quanti di voi sono arrivati a questo punto senza essersi addormentati. Scusate, vi compatisco. Chiedo venia. Ciao e… alla prossima!

Alessandro Frosio

4 pensieri riguardo “Alessandro, lo pseudo scrittore meno conosciuto della storia

  1. Bravissimo Ale! I miei più sinceri complimenti, ti conosco sin da piccolo e ho sempre pensato che sei veramente speciale e oggi leggendo i tuoi racconti ho avuto la conferma. Imbocca il lupo per raggiungere i tuoi sogni di scrittore!

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