Questo, lo so, è il tormento dei miei sogni amari

Questo è il tempo, lo sporco del progresso traditore, quell’atroce e feroce ticchettio che mi sbrana ogni giorno senza riposo e senza sosta. Quel vagheggiamento ad un’epoca passata che mi lascia da solo, inerme, di fronte ad un sogno che non potrà mai diventare realtà.

Io lo se che non appartengo a questo tempo, lo percepisco ad ogni passo del mio cammino. In molti mi dicono “sei nato nel secolo sbagliato”, sei vecchio, anti diluviano, attaccato ad un passato che non hai mai vissuto. Oggi tutto è il contrario di quel che sono, di quel che voglio, di quel che cerco. Vorrei poter tornare indietro, vivere in un’altra epoca, dove tutto era più vero, dove tutto era più vivo.

Voglio andare in quel periodo in cui ci si incontrava di persona, non si dipendeva dalla tecnologia e si aspettavano dei giorni per ricevere una lettera. Quel passato in cui tutto si poteva toccare, vedere, annusare, vivere. Non come oggi, in cui tutto è retto dal nulla. Dove non siamo noi i padroni del tutto, della tecnologia, ma è essa ad essersi impadronita di noi. Dove si parla di lavoro a distanza, didattica a distanza, relazioni a distanza, acquisti a distanza, esperienze a distanza… tutto è a distanza, tutto è lontano, tutto è così irraggiungibile.

Io voglio una vita vera, vissuta, dove il tempo scorre a tempo senza fretta e senza noia. Dove basta il sorriso di un fratello, l’abbraccio di un amico, la risata di un vicino, una lettera di carta, una visita inaspettata. Dove tutto è materiale, dove niente è lasciato al caso e dove ci si incontra, ci si tocca, ci si ama per davvero. Perché un mondo a distanza è un mondo finto, vuoto, che è destinato a fallire nella sua socialità.

Ora è tutto così triste, così lontano, così incerto. Viviamo la nostra vita attaccati ad uno schermo. Su quello schermo abbiamo ridotto tutte le nostre funzioni essenziali: ridiamo, scherziamo, piangiamo, compriamo, impariamo, leggiamo e scriviamo. E così non abbiamo mai il tempo di ridere, di scherzare, di piangere, di comprare, di imparare, di leggere e di scrivere per davvero nel mondo reale che ci ha dato i natali. Non abbiamo il tempo di vivere, di uscire di casa, di evadere da questa gabbia e andare a conoscere il mondo vero che sta là fuori ad aspettarci. Abbiamo dimenticato cosa vuol dire vivere in un mondo materiale, fatto di cose concrete, di cose conquistate, di cose vissute.

Un mondo così rischia solo di peggiorare. Questo mondo non è il mio. È questo mondo che non mi appartiene o sono io che non appartengo a questo mondo? E così ritorna, petulante, quell’immensa insoddisfazione che mi porta lontano. In un passato che non c’è più, in un ricordo che pian piano sta scomparendo annacquato dagli infiniti mali di questo mostro che chiamiamo progresso. Il progresso che ci porta alla stupidità, il progresso che ci ha reso esseri ininfluenti e inermi di fronte ad un mondo invisibile, fatto di nulla.

Siamo alle porte del mondo del nulla.

Questo, lo so, è il tormento dei miei sogni amari. Quei sogni che rimangono sogni. Quei pensieri, insomma, che alimentano le mie illusioni.

Mi sento in trappola, chiuso tra due morse, alla presa con un potere che è molto più forte di me. Vorrei sopraffarlo, vincere su di esso, ma alla fine cado sempre in un vortice di illusioni vane. Mi sento perduto, solo, in questo strano mondo in cui tutto è come non dovrebbe essere e in cui tutti i sogni, quelli belli, portano ad immaginare un’utopica realtà che è esistita, ma che pian piano ci stiamo lasciando alle spalle con una noncuranza raggelante.

Sono qui. Queste forze sobillatrici mi prendono alla sprovvista, mi bloccano le gambe e non mi fanno andare avanti. Posso solo guardare da lontano, tra la foschia del mattino, quell’idilliaco castello che si erge sulle nubi. Forse esiste, forse è un miraggio… chissà, non lo scoprirò mai. C’è un’aria pesante, che mi opprime le spalle stanche e i capelli inariditi dal sale della pioggia e dal levigare della sabbia. Posso solo osservare, fermo, lontano, qualcosa che non c’è più. Posso solo stare qui, inerme. Posso solo sospirare e ogni sospiro, ogni vano sospiro, è doloroso come un’accetta che pian piano mi logora le ossa.

Sono stanco di stare qui, sono stanco di questo incubo. Ma non riesco a togliermelo dalla testa, è più forte di me. Ho bisogno di libertà, ho bisogno di sentirmi sciolto da ogni laccio e iniziare a correre senza pensieri in un campo di erbe armoniose. Ma non posso, sono legato a questa pianta dai mille rami, ma che non ha radici. E io ho bisogno, tremendamente bisogno di radici. Altrimenti rischio di cadere, di essere spazzato via dalla prima folata di vento. E ho paura. Paura di non farcela, paura di soffrire. Paura che il ricordo possa essere, in futuro, il mio solo e unico rifugio.

Vorrei che non esistesse il progresso, la tecnologia sobillatrice, vorrei che il tempo tornasse indietro e vorrei anche che l’umanità capisca quali sono le cose veramente importanti nella vita. Vorrei che tutto quanto scomparisse, riportandomi in quel passato, mai vissuto, a cui io in realtà appartengo. Vorrei non soffrire più, insomma, e iniziare a vivere una vita piena non solo nell’apparenza. Perché la vita di oggi è così: bella fuori, logorante dentro. C’è sempre, quella forza, che spinge dentro di me fino a farmi sospirare.

Questo, lo so, è il tormento dei miei sogni amari. Questo è quello che genera il tumultuoso vortice dei sentimenti umani, questo è quanto risulta dall’inerme condizione malsana di questo mondo miope e traditore. Questo è quanto, questo è tutto. E questo tutto è niente, vuoto, come un sacco di iuta in un freddo campo invernale lasciato a maggese.

Perché questo, lo so, è il tormento dei miei sogni amari.

Alessandro Frosio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...