Ma qui, in questo bosco

Come è dolce questo placido silenzio, che ascolta il tormentato cuore tra le fronte e il vapor leggero. Questo silenzio, così lontano da quel mondo sordo, che si adagia bonariamente su questa terra vergine, che brulica di vita. La mia penna, qui, può ancor scrivere del bello. Proprio in questo luogo, in questo bosco, dove la mente si sofferma ad ascoltare, nell’aria, quell’antica verità.

Ed è la verità dell’uomo, che ha perso e sta perdendo la sua vera identità. Quell’uomo che ha lasciato la sua terra natia, tradendola, sfidandola di giorno in giorno in un’eterno girotondo di menzogne. E l’ha abbandonata, questa terra, trafiggendola con i suoi pugni e le sue amare presunzioni. Un dono non scontato, quello della vita, che ad oggi possiamo godere solo per un misterioso miracolo del cielo. Ma l’uomo ci gioca, con la vita, la usa per sfidare quest’eterna verità che l’ha concepito, millenni or sono, insieme ad un trionfo di maestose meraviglie.

Ci stiamo creando un mondo, lontano, lontano dalla pura realtà. Una realtà che qui, in questo dolce bosco, trasuda in ogni dove, portandomi con la mente sulla retta via che tendo a smarrire quando l’amarezza mi travolge. Perché, quel nostro piccolo mondo, mi sta deludendo, deludendo amaramente. Un mondo in cui i valori della vita e della libertà vengono derisi ogni secondo, un mondo che non ha certezze e che non fa altro che creare, dentro me, un disorientante senso di vuoto che riesco a colmare solo con lo struggente sentimento della rabbia.

Rabbia. Rabbia perché tutto sta andando storto, rabbia perché non ci sono certezze, rabbia perché è un mondo dalle mille domande a cui non corrisponde mai una risposta. Rabbia perché vorrei dare il mio contributo per cambiare in meglio, ma so benissimo che non ho gli strumenti né la forza necessaria per farlo. E tutto è così crudele, angosciante, indefinito, contro natura… perché quello è un mondo che non ha equilibrio, che non ha verità.

Ma qui, in questo bosco, finalmente ritrovo la pace. Qui, in questo bosco, tutte quelle amare insoddisfazioni sono piccole, inutili, schiacciate dalla bellezza e dalla gioia di questi intriganti anfratti di speranza. Qui esiste la vita, l’amore, la saggezza, la quiete, la felicità, la libertà. Non esiste quell’immenso senso di inquietudine e la rabbia lascia presto lo spazio ai sorrisi, mentre l’incertezza si fa sempre più invisibile e si confonde con le tante ombre di questi abeti secolari. Ma quanto è bella, quanto è vera, questa magica spontaneità!

Ecco, qui mi sento soddisfatto. A vagare tra un albero e l’altro, camminando ora su un croccante tappeto d’aghi rinsecchiti e di muschio sempreverde, ora tra le erbe alte di infiniti prati intrisi di avventure. Sono qui, immerso nelle meraviglie, vagabondo in un paradiso senza fine con il solo ausilio di un paio di scarpe rotte ed un umile zaino sgualcito. E poi, questo silenzio. Un silenzio che m’accompagna, un silenzio che m’accarezza, un silenzio che sa come suggerirmi con cautela qual’è la mia vera e sincera essenza.

E dopo tanto peregrinare, abbracciato da questo materno insieme di magiche virtù, riesco a trovare la mia verità, il mio indirizzo, la mia via. Solo qui, lontano da tutto il resto, riesco a ritrovare il coraggio di essere solamente me stesso. Ma ora basta star qui a divagare! Questo è il mio sentiero, questa è la mia via: con lo zaino sulle spalle, ed il passato dietro a valle, con amore e con speranza, lungo ad esso, io senza sosta marcerò.

Alessandro Frosio

2 pensieri riguardo “Ma qui, in questo bosco

  1. Ciao Alessandro,
    io pure, come te, ritrovo me stessa “vagando tra un albero e l’altro”.
    Ho sentito fortemente ciò che, con amabili parole, hai scritto.
    L’apice della piacevolezza è stato da me raggiunto nel leggere queste righe: “una realtà che qui, in questo dolce bosco, trasuda in ogni dove, portandomi con la mente sulla retta via che tendo a smarrire quando l’amarezza mi travolge”.
    Ti faccio i miei complimenti.
    Hai fatto rivivere in me un sentimento che solo la concreta esperienza delle passeggiate, immersa nella natura, mi fa provare.

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  2. Ciao Giulia Maria,
    mi fa molto piacere leggere queste tue considerazioni, ti ringrazio per le belle parole che mi hai riservato.
    Il fatto è che viviamo in un presente che non è più in grado di darci delle certezze, dei punti fermi con cui ammirare la vita. Basta prendere in mano un giornale e leggere le notizie del giorno: chi ha ragione? Chi ha torto? Come stanno veramente le cose? Dove è la verità? Non si riesce mai a capire, non c’è più certezza.
    Ma un modo per trovare la verità esiste: tornare a stretto contatto con il Creato, con tutte le sue meraviglie e le sue piccole sorprese. Soltanto la natura può svelarci la via, il sentiero… una passeggiata nel bosco, molto spesso, può aiutare a comprendere il senso della vita e a ritrovare la propria vera ed innocente essenza.

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